Corso di Logistica Farmaceutica: mancano 60mila professionisti. Ottime opportunità di occupazione per chi sceglie questo settore

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All’ITS Academy Caboto parte il nuovo corso di Logistica Farmaceutica. Una grande opportunità per i nostri allievi. Per illustrare meglio le prospettive di questo percorso formativo abbiamo intervistato Andrea Campagna ingegnere meccanico e Dottore di Ricerca in Ingegneria dei Trasporti (Sapienza Università di Roma), con oltre vent’anni di esperienza in logistica e supply chain tra ricerca, impresa e formazione. Campagna è anche docente del nostro ITS Caboto.

Corso di Logistica Farmaceutica: una novità importante. Perché?
È una novità importante perché per la prima volta, sul nostro territorio, un percorso ITS mette al centro l’incontro tra due mondi che finora hanno viaggiato paralleli: la logistica e la supply chain da un lato, il settore farmaceutico dall’altro. Il farmaco non è una merce come le altre: richiede il rispetto della catena del freddo, la tracciabilità del prodotto e norme severe come le Good Distribution Practice. Fino a oggi mancava una figura formata specificamente per governare questa complessità, in un settore che soffre una carenza strutturale di personale: l’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano stima circa 60mila professionisti mancanti in Italia, e centri di ricerca come Randstad chiedono da tempo istituti tecnici dedicati per formare le nuove professioni della logistica. Il nostro corso nasce proprio da questa esigenza: con Pharmacom Italia, un importante consorzio tecnico-scientifico, che unisce aziende e operatori della produzione farmaceutica e della logistica sanitaria, abbiamo costruito un percorso che risponde a un bisogno reale delle imprese, unendo la solidità formativa dell’ITS Academy Caboto alla conoscenza concreta del comparto.

Un corso con importanti sbocchi occupazionali?
Sì, e con prospettive molto concrete. La logistica è uno dei settori che in Italia assume di più: solo nel trimestre agosto-ottobre 2025 le imprese del comparto hanno programmato oltre 159mila ingressi, con forte difficoltà a reperire i candidati. Nel farmaceutico la richiesta di competenze specializzate è ancora più alta, perché non basta movimentare merci: bisogna saper gestire normative, catena del freddo e tracciabilità. È un comparto dinamico e in crescita — aumentano i volumi, i farmaci biotecnologici e le terapie a temperatura controllata — e questo moltiplica la domanda di professionisti preparati, soprattutto qui nel Lazio.

Il Lazio, in particolare, è una delle regioni farmaceutiche più forti d’Italia: seconda per numero di addetti, con circa 12.800 occupati diretti e oltre 15.000 nell’indotto, e tra le prime per esportazioni, con un export del farmaco che sfiora i 18 miliardi di euro — oltre la metà di tutto l’export manifatturiero regionale — e circa 400 milioni di investimenti in ricerca e sviluppo. È un tessuto di imprese che ha bisogno di logistica specializzata, e quindi di persone formate.

A questo si aggiunge il valore del nostro partner: non una singola azienda, ma un’associazione che riunisce l’intero panorama degli operatori della logistica del farmaco – oltre 45 imprese associate e più di 150 industrie farmaceutiche nella sua community. Per i nostri allievi significa affacciarsi non su una porta sola, ma su una rete di potenziali datori di lavoro: aziende farmaceutiche, distributori, magazzini certificati GDP, operatori logistici e imprese di trasporto specializzate. E le 900 ore di stage, insieme ad esercitazioni su casi reali, sono spesso il primo ponte verso l’assunzione.

Perché lo consiglierebbe il corso di Logistica Farmaceutica ad un ragazzo?
Lo consiglierei perché unisce due cose che ai ragazzi interessano davvero: concretezza e futuro. Non è formazione solo teorica — si lavora con i software gestionali, si simulano magazzini e audit, si affrontano casi reali. È un mestiere che offre stabilità e possibilità di crescita, in un settore che non conosce crisi. E c’è un valore che va oltre lo stipendio: chi lavora nella logistica del farmaco contribuisce a far arrivare terapie e vaccini, integri e in sicurezza, alle persone che ne hanno bisogno. È un lavoro che ha un senso, e per un giovane questo conta molto.

Le qualità importanti che deve avere chi sceglie questo percorso?
Servono precisione e senso di responsabilità: quando si gestisce un farmaco non ci si può permettere errori. Poi la capacità di organizzare e di risolvere problemi, perché la logistica è fatta di imprevisti da affrontare con lucidità. Aiutano una buona predisposizione ai numeri e ai dati, la curiosità verso la tecnologia e le normative, e la voglia di aggiornarsi di continuo, perché il settore evolve rapidamente. Infine, la capacità di lavorare in squadra e una buona padronanza dell’inglese tecnico, indispensabile in una filiera sempre più internazionale. Ma nessuna di queste qualità deve essere già perfetta all’inizio: il corso serve proprio a costruirle.

Il suo consiglio ai futuri allievi?
Il mio consiglio è di mettersi in gioco con serietà e curiosità. Sfruttate al massimo lo stage: è lì che si impara davvero e ci si fa conoscere dalle aziende. Non trascurate l’inglese e coltivate la vostra rete di contatti fin dal primo giorno. E soprattutto abbiate fiducia: state scegliendo un settore che cerca persone come voi e che sa riconoscere chi ci mette impegno e passione. Chi arriva preparato e motivato, in questo campo, trova spazio.

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