Logistica: settore strategico per il futuro e scelta molto interessante per i ragazzi che affrontano questo percorso. Per capire il presente e le sfide e le opportunità che ci sono nel futuro abbiamo intervistato la professoressa Jessica Laura Cervini, docente di Logistica e Trasporti Internazionali all’ITS Academy Caboto di Civitavecchia.
Professoressa Cervini siamo in periodo di iscrizioni…: tre buone ragioni per scegliere un corso di Logistica?
La prima ragione è che la logistica è un settore chiave per l’economia globale Ogni prodotto che utilizziamo — dal cibo agli smartphone — passa attraverso una filiera logistica efficiente.
Studiare logistica significa entrare nel cuore di questo sistema, comprendendo come si muovono merci, informazioni.
La seconda ragione riguarda le prospettive occupazionali: i dati parlano chiaro, i diplomati ITS in logistica e trasporti internazionali trovano lavoro entro pochi mesi dal diploma, spesso direttamente nelle aziende dove svolgono lo stage e anche prima del termine dello stesso.
La terza ragione è la varietà: non esiste un solo tipo di logistica, c’è quella marittima, aerea, ferroviaria, stradale, intermodale, urbana, di magazzino, di distribuzione… ognuna con le proprie sfide e innovazioni. È un settore dinamico, perfetto per chi ama risolvere problemi e vedere risultati concreti.

Quali sono, a suo parere, le sfide che attendono i giovani che scelgono questo percorso?
La sfida più grande è saper affrontare il cambiamento. La logistica è in piena rivoluzione tecnologica: automazione dei magazzini, intelligenza artificiale, tracciabilità digitale, sostenibilità ambientale… tutto evolve rapidamente.
Per questo servono giovani curiosi, capaci di apprendere continuamente e di connettere saperi diversi: dalla gestione aziendale alla geografia economica, dall’analisi dei dati alla comunicazione interculturale. Chi riesce a combinare competenze tecniche e i soft skills avrà un vantaggio competitivo enorme.
A Verona i ragazzi dell’ITS Caboto hanno realizzato un questionario che ha raccolto dati molto interessanti sul settore… che quadro emerge?
È emerso un settore in fermento, che sta investendo su innovazione e capitale umano.
Le aziende cercano profili sempre più qualificati, capaci di gestire processi complessi e di utilizzare strumenti digitali avanzati, come l’intelligenza artificiale, gli ERP.
Interessante anche la maggiore attenzione delle aziende del settore sia alla sostenibilità, si parla molto di logistica “green”, di riduzione dell’impatto ambientale e di transizione energetica nei trasporti; sia ovviamente alla formazione e al valore delle competenze umane accanto a quelle tecniche.
Quali sono i punti di difficoltà per chi intraprende questo percorso di studi?
All’inizio può essere complesso comprendere la visione d’insieme della supply chain. Non basta conoscere una singola fase del processo: bisogna comprendere come ogni anello della catena influisce sugli altri.
Anche l’approccio pratico può inizialmente spiazzare: nei percorsi ITS si impara facendo, sia in aula che in azienda, e serve spirito d’iniziativa. È un mestiere che richiede lucidità, metodo e capacità di decisione rapida.
Ma proprio queste sfide aiutano a crescere e a costruire competenze solide.
E quali invece quelli di forza?
La forza di questo percorso è la connessione diretta con il mondo del lavoro. Gli studenti non imparano solo sui libri ma vivono esperienze reali in azienda, partecipano a progetti, si confrontano con professionisti del settore e in aula utilizzano simulatori di ERP, TMS, WMS, Port Community, strumenti fondamentali per approdare con preparazione e consapevolezza nel mondo del lavoro.
Come sarà il futuro per un allievo di Logistica?
Il futuro è pieno di opportunità. La logistica del domani sarà sempre più integrata, digitale e sostenibile. Figure come il Data Analyst logistico, il Supply Chain Manager o il Transport Logistics Planner sono sempre più richieste.
Inoltre, la transizione ecologica porterà nuove sfide, chi oggi sceglie questo percorso si prepara a diventare protagonista di una trasformazione globale.
I traguardi più interessanti?
Uno dei traguardi più interessanti è vedere gli studenti che, dopo il diploma, tornano come professionisti. Alcuni lavorano in grandi gruppi internazionali, altri in aziende del territorio che innovano ogni giorno.
Un altro traguardo per gli ITS è quello di formare persone consapevoli, capaci di ragionare in termini di sistema, di interdipendenza e di responsabilità. Perché la logistica, in fondo, è anche un modo di pensare: saper connettere e far funzionare insieme le cose.
Gli errori da evitare?
Gli errori da evitare sono: affrontare il percorso passivamente, in ITS si impara facendo. Serve partecipazione, iniziativa personale, curiosità e voglia di mettersi in gioco ogni giorno.
Bisogna osservare, chiedere, sperimentare, è così che si diventa professionisti.
E poi mai isolarsi, sono fondamentale collaborazione, lavoro di squadra e capacità di comunicare anche con culture e mercati diversi.
Un suo consiglio?
Coltivare la curiosità, fare domande, cercare di capire il “perché” delle cose, fare esperienze all’estero.
E poi non aver paura di mettersi in gioco, come dicevo prima la logistica è un mondo che premia l’intraprendenza. Ogni giorno c’è qualcosa da imparare e ogni piccolo miglioramento può fare la differenza in un sistema globale.
Per lei “domani” e “logistica” fanno rima con…
“Domani e logistica?”
Fanno rima con Digitalizzazione, Intermodalità e Sostenibilità.
Parole che raccontano il futuro di un settore decisivo per l’economia e per il pianeta. Chi sceglie oggi la logistica, costruisce le connessioni del mondo di domani.
