Salve, mi chiamo Alessandro Di Nitto, ho 22 anni e vengo da Anzio, una città che vive di mare e che ha alimentato fin da piccolo la mia passione per la navigazione. Sono un Allievo Ufficiale di Coperta e attualmente lavoro a bordo di yacht di lusso, un contesto che mi permette di crescere ogni giorno a livello professionale e personale. Mi trovo all’ultimo anno del corso di formazione per ufficiali del diporto presso l’ITS Academy Caboto, un percorso che mi ha dato solide basi tecniche e che mi ha aperto le porte al mondo della nautica internazionale.
Il mare per me non è soltanto un ambiente di lavoro, ma una vera scuola di vita: insegna disciplina, spirito di squadra e la capacità di affrontare sfide sempre nuove. Sono una persona determinata e curiosa, con l’obiettivo di costruire passo dopo passo una carriera solida fino ad arrivare, un giorno, al comando. La mia più grande forza è la passione per la vela e per il mare, che continua a guidarmi in ogni scelta e che rappresenta il motore di tutto quello che faccio.

Perché hai scelto il corso Ufficiale del Diporto?
Ho scelto il corso Ufficiale del Diporto perché rappresenta il percorso migliore per trasformare la mia passione per il mare e la vela in una professione concreta. Il corso offre una formazione completa, che unisce teoria, pratica a bordo e tutte le certificazioni necessarie per lavorare nel settore degli yacht e mega-yacht. È stata per me la scelta ideale per costruire basi solide e crescere come futuro ufficiale a bordo di uno yatch.
Come sei arrivato all’ITS Caboto?
Sono arrivato all’ITS Academy Caboto perché è un punto di riferimento in Italia per la formazione marittima. Mi ha colpito la qualità dei programmi, il legame diretto con il mondo del lavoro e le opportunità di tirocinio su yacht e navi.
Ora stai facendo il tirocinio…ci racconti dove lo fai?
Varata nel 2018, Seven è un autentico capolavoro sul mare: un ketch di lusso di 60 metri che unisce l’eleganza italiana di Perini Navi, storico cantiere viareggino, alla tecnologia più avanzata. Vincitrice del premio Best Lighting ai prestigiosi Boat International Design & Innovation Awards 2018 di Kitzbühel, in Austria, questa imbarcazione incarna alla perfezione il connubio tra tradizione e innovazione.
I suoi due alberi, maestra e mezzana, realizzati in alluminio e alti rispettivamente 65 e 55 metri, l’attrezzatura in carbonio composito e lo scafo in alluminio garantiscono leggerezza, resistenza e ottime performance, sia sotto vela sia in navigazione a motore.
A bordo, ogni spazio è progettato per offrire il massimo del comfort: ampi ponti, zone relax panoramiche, cabine luminose e finiture raffinate, dove il dettaglio estetico incontra la funzionalità. Seven è una nave che racchiude la tradizione della grande vela, ma che guarda al futuro grazie al suo impianto velico automatico. Questo sistema permette il controllo totale delle aperture e delle chiusure del reacher e del jib, le due vele di prua, così come delle due rande di mezzana e maestra, tutte gestite tramite avvolgitori automatici, per navigare con stile e sicurezza.
Lavorare su Seven non è solo un tirocinio, è entrare in un mondo che ispira eccellenza in ogni manovra.
In cosa consiste il tuo tirocinio?
Il mio tirocinio sul Perini Seven consiste in un percorso formativo completo come allievo ufficiale del diporto. Ogni giorno affianco il comandante, il primo e il secondo ufficiale e il direttore di macchina, osservando e imparando direttamente da loro. Il mio ruolo comprende diverse attività: dalla partecipazione alla navigazione e alle manovre, al mantenimento della nave nei suoi dettagli, fino all’attenzione costante per gli armatori e i loro ospiti durante le crociere. In questo modo sto acquisendo esperienza non solo tecnica, ma anche gestionale e di servizio, imparando cosa significa garantire standard elevatissimi sia in mare che a bordo. In sintesi, è un’esperienza che mi permette di crescere come professionista della nautica, sviluppando competenze che spaziano dalla conduzione e manutenzione, alla cura delle relazioni con l’equipaggio e gli ospiti

Come hai contattato la barca dove fai tirocinio?
Ho iniziato contattando diverse agenzie di recruitment, e da lì si è aperta la possibilità di conoscere il comandante del Seven. L’esperienza che avevo fatto l’anno precedente, partecipando alla Swan Cup di Porto Cervo, è sicuramente servita a rendere il mio profilo più interessante.
Ci siamo incontrati al cantiere Lusben di Livorno per un colloquio diretto, e da lì è nata l’opportunità: ho superato la selezione ed è iniziata la mia esperienza a bordo.
Sei soddisfatto della tua esperienza? Perché?
Sono molto soddisfatto, perché per me lavorare su una Perini rappresentava un grande obiettivo di carriera: sono imbarcazioni che considero tra le migliori al mondo. Ritrovarmi a bordo del Seven già all’inizio del mio percorso è davvero un sogno che si realizza. A volte faccio fatica a rendermi conto della fortuna che ho avuto, e proprio per questo cerco ogni giorno di dare il massimo e di vivere questa esperienza con entusiasmo e riconoscenza.
Consiglieresti il tuo percorso perché?
Sì, lo consiglierei, ma con la consapevolezza che non è un percorso semplice. Bisogna avere tanta determinazione e soprattutto passione per questo lavoro, altrimenti diventa difficile affrontarne le sfide. Ci sono anche dei sacrifici, come la distanza da casa e dagli affetti, ma dall’altra parte ci sono grandi soddisfazioni: la possibilità di fare carriera, una buona retribuzione e soprattutto l’opportunità unica di viaggiare e vedere il mondo da una prospettiva diversa.
La tua più grande soddisfazione?
La mia più grande soddisfazione è aver raggiunto un obiettivo che mi ero posto fin dall’inizio: lavorare su una Perini, che considero il punto più alto della vela. Ogni giorno a bordo del Seven mi permette di crescere, di imparare e di rafforzare la passione per questo lavoro. Se dovessi descriverlo con tre aggettivi direi: stimolante, formativo e gratificante.
Il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno nel cassetto è quello di diventare un giorno comandante su grandi yatch a vela. Immagino di poter condurre imbarcazioni moderne con vele automatiche, capaci di unire tecnologia e tradizione, ma senza mai perdere lo spirito autentico della vela. E allo stesso tempo mi piacerebbe vivere l’adrenalina delle regate, perché rappresentano il lato più puro e competitivo di questo mondo. In fondo il mio obiettivo è proprio questo: crescere fino ad arrivare a manovrare una barca che sappia esprimere sia eleganza che prestazioni, ma di strada da fare ce n’è ancora tanta.
