Essere uno Yacht Design Operator di successo e costruire barche da sogno … La ricetta dell’architetto Tommaso Spadolini: “Tanto cuore e molta testa”

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Il settore nautico è da sempre sinonimo di innovazione, lusso e sfide ingegneristiche complesse. Progettare uno yacht non significa solo disegnare linee eleganti e spazi confortevoli, ma richiede una profonda capacità di tradurre la visione creativa in realtà costruttiva. È proprio in questo punto di giunzione, cruciale e spesso delicato, che si inserisce una figura professionale di nuova generazione: lo Yacht Design Operator.

Nato per rispondere a un’esigenza concreta e sempre più pressante dei cantieri navali, il corso “Yacht Design Operator” attivato all’ITS Caboto mira a formare un tecnico versatile e innovativo, vero e proprio ponte tra l’ufficio di progettazione e la linea di produzione.

Ne abbiamo parlato con l’Architetto Navale Tommaso Spadolini, un maestro per la capacità di creare timeless classics, imbarcazioni dal design armonioso destinato ad affascinare nel tempo.

Quali sono le doti personali ritenute indispensabili per un aspirante Yacht Design Operator?
“Gli Yacht Design Operator sono innanzitutto ragazzi che hanno la passione per il mare, la vocazione del mare, e con le loro competenze possono dare una grossa mano a tutta una cantieristica minore. La dote necessaria per diventare un buon Yacht Design Operator è la passione verso il Mare.”

Considerando il rinnovato slancio del settore nautico, quali dinamiche di mercato rendono importante la necessità di introdurre una figura professionale specializzata come lo ‘Yacht Design Operator’?
“Il mercato è in pieno sviluppo su tutte le dimensioni medie, piccole, medie e grandi. C’è una grande necessità di questa figura professionale.”

Cosa direbbe ad un ragazzo che è interessato al percorso formativo dell’ITS Academy Caboto?
“Che non è un mestiere che si inventa. Quello che vorrei dire a un ragazzo o a una ragazza che guarda con interesse a questo percorso formativo, direi che il computer è una cosa fondamentale e insostituibile. Però dovete usare la vostra testa, la vostra esperienza, la vostra mano, perché il computer mette in pratica quello che voi li trasmettete. Di conseguenza è fondamentale usare la testa.”

Una vera e propria vocazione, quindi: un mestiere che non si inventa, ma che richiede l’unione di passione per il mare e competenza specifica per garantire la qualità del processo costruttivo e a fornire un supporto vitale, in particolare, alla crescita e all’innovazione della cantieristica minore.

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