Corso per diventare Esperto di Farmalogistica: la grande novità di quest’anno dell’ITS Academy Caboto. Approfondiamo aspetti importanti e prospettive con uno dei docenti e creatori di questo percorso.
Ingegner Campagna quando si sceglie un percorso formativo è molto importante conoscere sbocchi occupazionali e qualità del tirocinio.
Quindi chiedo a Lei innanzitutto di parlarci meglio della parte del tirocinio e della qualità dei partner coinvolti …
Partiamo dal tirocinio. Pesa tanto, ed è voluto: 900 ore, circa sei mesi, quasi metà del percorso. Nella logistica del farmaco non impari finché non metti le mani su un magazzino a temperatura controllata o su una spedizione in catena del freddo. Il primo anno prepara in aula e in laboratorio, il secondo porta l’allievo in azienda. E scegliamo con cura chi lo ospita: operatori che lavorano davvero sul farmaco e sui prodotti sensibili, non “logistica generica”. Ogni ragazzo ha un tutor che visita l’azienda; alle aziende chiediamo in anticipo cosa gli faranno fare, perché deve toccare il processo, non guardarlo.
Alla fine del corso di Farmalogistica invece quali sono le opportunità lavorative?
Su più fronti: aziende farmaceutiche e biotech, depositi e operatori logistici del farmaco, distributori intermedi, case di spedizione, logistica ospedaliera. Ma c’è un’area che nel Lazio è strategica e che spesso ai ragazzi nessuno racconta: il cargo aereo. Il distretto farmaceutico del Lazio è il secondo in Italia e tra i maggiori poli europei, e Fiumicino è il suo hub. Lo scalo è stato il primo aeroporto in Italia a ottenere la certificazione IATA CEIV Pharma, quella che attesta gli standard più alti per il trasporto del farmaco per via aerea. Nel 2025 ha movimentato 268 mila tonnellate di merci, con la filiera farmaceutica tra quelle a più alto valore. Attorno alla Cargo City di Fiumicino ruotano handler, spedizionieri e vettori specializzati nella cold chain aerea: sono datori di lavoro concreti che cercano esattamente il profilo che formiamo.
Oltre a numeri e percentuali ci indica, a suo parere, qual è l’aspetto più importante e più interessante per i giovani nello scegliere questo corso?
Il senso di ciò che fa. Chi lavora in farmalogistica non sposta scatole: garantisce che una terapia arrivi integra, alla temperatura giusta, alla persona che ne ha bisogno – è la stessa idea di “continuità terapeutica” attorno a cui ruota tutto il settore. Il secondo aspetto è pratico: è un profilo raro e subito spendibile, perché unisce due mondi che necessitano di forte innovazione e integrazione – la supply chain e la normativa farmaceutica (GDP, catena del freddo, tracciabilità). Chi li padroneggia entrambi è una figura che le aziende faticano a trovare già pronta.
Pharmacom e la qualità dei partner coinvolti: ci può illustrare meglio anche questo aspetto che è, di fatto, una delle peculiarità della proposta dell’ITS Caboto?
Perché Pharmacom Italia non è una singola azienda, ma l’associazione tecnico-scientifica che riunisce aziende, professionisti e istituzioni della logistica farmaceutica. Porta in aula lo stato dell’arte dell’intero comparto e apre alla propria rete per stage e placement. E qui il cerchio si chiude con il cargo aereo: è proprio Pharmacom Italia a promuovere all’Innovation Hub di Fiumicino gli incontri sui nuovi scenari della logistica farmaceutica via aerea, dal trasporto a temperatura controllata fino ai droni per le consegne sanitarie. Vuol dire che i nostri ragazzi studiano con chi disegna il futuro del settore – e lo incontrano nei luoghi dove poi potranno lavorare.
